

Nel precedente articolo sul nostro co-moderatore AI vi avevamo raccontato chi è Pino, da dove nasce l'idea, e i tre livelli con cui può essere impostato: poco invasivo, bilanciato, super attivo.
Poi però, parlando con voi, ci siamo resi conto che c'è una domanda che torna spesso: "Sì, ho capito, ma in concreto… come decide se rilanciare o no?" 🤔
Per rispondere, vi mostriamo Pino all’opera!
Ogni volta che un partecipante invia una risposta, Pino la legge, la valuta, e le assegna un punteggio: è l'AI score.
La “valutazione” viene data secondo un criterio abbastanza intuitivo: più la risposta è completa, articolata, ricca di sfumature, più lo score sarà alto, al contrario, più la risposta è vaga, sintetica, generica , più lo score sarà basso.
Guardate queste due risposte alla domanda “Innanzitutto, se fossi un dolce , quale saresti e perché?”


La prima arriva da Mario “Se fossi un dolce sarei sicuramente il cioccolato, perché il cioccolato è molto dolce, ma allo stesso tempo può essere dalle volte anche amaro. quindi avere dei lati un po' più duri, un po' più intensi da questo punto di vista, oppure può essere molto dolce o avere mille gusti diversi, quindi è un qualcosa che non ha sempre lo stesso sapore ma ha tante varianti e gusti diversi”
Una risposta lunga e con diverse sfumature a cui Pino dà uno score sufficientemente alto. Pino la legge, annuisce, e non interviene.
La seconda arriva da Luigi, alla domanda "Come mai hai scelto proprio questi aggettivi? Dammi una breve spiegazione". La risposta è: "perché è dolce, sicuramente c'è zucchero quindi è zuccherato e poi è buono". L'AI score è basso. Pino questa volta interviene: "Potresti essere un po' più specifico? Ad esempio, cosa rende per te questo dolce davvero buono?"
Ed è qui che entra in gioco la soglia che voi avete impostato a inizio ricerca:
Ad esempio, la stessa risposta di Luigi avrebbe potuto attivare un rilancio con Pino bilanciato o super attivo, ma magari sarebbe passata senza interventi con Pino poco invasivo. È un sistema semplice ma molto potente, perché vi mette nelle condizioni di calibrare l'esperienza dei partecipanti in base al tipo di ricerca, al target, alla durata della community o del diario.
Bene, ora che sapete come Pino decide se intervenire, vediamo quando lo fa, cioè in quali situazioni concrete entra in conversazione. (Di seguito vi mostreremo delle risposte date durante i nostri innumerevoli test per rendere Pino efficiente, quindi se vedete risposte un po' "curiose", è tutto ok, siamo noi che volevamo divertirci mettendo sotto stress il povero Pinuzzo 😎).
Il caso più classico l'avete già visto qui sopra: una risposta vaga, autoreferenziale, da score basso. Pino se ne accorge e propone una pista più specifica su cui ripartire.
Ma negli innumerevoli test interni di questi mesi sono emerse altre ricorrenze, più sottili, che vale la pena raccontare una per una.
Pino sa analizzare, comprendere, approfondire e…sa anche contare!
Pino legge la domanda e capisce di quanti elementi ha bisogno la risposta per essere considerata completa.
Esempio concreto. La domanda è: "Per concludere, dimmi tre aggettivi con cui definiresti questa bevanda…". L’intervistato risponde “La definirei accattivante e abbastanza dissetante”

Due aggettivi su tre. Tecnicamente è una risposta, e non è nemmeno male. Ma manca un pezzo. Pino lo nota e rilancia: "Ti va di aggiungere anche un terzo aggettivo per descriverla?"
Sembra una sciocchezza, ma chi modera lo sa: questi sono esattamente i piccoli rilanci "stancanti" che spesso il ricercatore non fa, perché ha mille altre cose da seguire. E ogni rilancio mancato è un dato in meno nel report finale.
Le risposte multimediali sono una delle cose più belle delle ricerche qualitative online: foto, video, audio. Ma sono anche le risposte in cui si rischia di più, perché spesso il partecipante si concentra sul mostrare e si dimentica di spiegare.
Ed è qui che Pino sa farsi sentire, anche di fronte a un video.
Caso reale. La domanda era: "In che tipo di bicchiere o contenitore vedi adatto il consumo di questa bevanda? Facci vedere un esempio… raccontandoci come mai proprio quello!". La richiesta era duplice: mostrami il bicchiere E dimmi perché.
Risposta dell'intervistato (video + audio trascritto): "La berrei in questo bicchiere verde. Perché è verde."
Il bicchiere c'è. Il perché è… un po' tautologico. Pino legge, guarda, e rilancia: "Potresti raccontarmi qualcosa in più su perché proprio questo bicchiere è adatto a questa bevanda, oltre al colore?"

Notate il dettaglio: "oltre al colore". Pino non finge di non aver visto il video, riconosce l'attributo che il partecipante ha citato e lo prende come punto di partenza per chiedere qualcosa in più.
Qui le cose si fanno più sofisticate. Perché capire che una risposta è vaga è una cosa; capire che una risposta è completamente sganciata dalla domanda, è un'altra.
Caso reale. In un nostro test, l'attività era organizzata in tre sotto-domande, tutte sotto un unico cappello: com'è andata la Pasquetta? Le tre sotto-domande erano:
E le risposte arrivate sono state: "Era l'esame di comunicazione", "Ero con l'assistente accipicchia", "È andato bene l'esame menomale!".
Coerenti tra loro, intendiamoci. Ma completamente sganciate dalla Pasquetta. Questo è un esempio un po’estremo però fa capire che Pino sia molto attento non solo alla ricchezza della risposta ma anche alla sua attinenza.
Pino legge l'insieme e rilancia: "Grazie, ma qui ti chiedevamo della tua Pasquetta: come hai passato la giornata, con chi eri e se alla fine ti sei divertito?"

In una frase, ringrazia, riconosce la risposta data, e riporta gentilmente l'intervistato sul binario giusto. Non è banale: è esattamente quello che farebbe un buon moderatore umano.
Riassumiamo: ogni risposta riceve un AI Score, voi impostate la soglia di sensibilità, e Pino interviene solo dove ha senso. Sui contenuti vaghi, sulle risposte incomplete, sui video che mostrano senza raccontare, sui partecipanti che vanno fuori tema e , quando serve , sulle situazioni che richiedono attenzione umana immediata.
È, in fondo, quello che ci aspettiamo da un buon collega: che parli quando serve, taccia quando non serve, e ci avvisi quando succede qualcosa di importante.
Pino fa esattamente questo, mentre voi siete liberi di concentrarvi sui rilanci che contano davvero: quelli strategici, quelli su cui è in gioco l'insight, quelli in cui la vostra esperienza di ricercatori fa la differenza.
E se volete capire fino in fondo come si imposta, come si "regola" e che voce dargli, ne parliamo volentieri in una demo dedicata 😉