

Recollective è una delle prime piattaforme nate per la gestione di community online qualitative, ad oggi tra le più usate (soprattutto in US e Canada), leader di mercato. Ha molteplici funzioni e strumenti che permettono di gestire vari tipi di progetti, dai più semplici e brevi, ai più complessi e lunghi nel tempo. Ha una notevole complessità tecnologica, innumerevoli opzioni, funzioni, caratteristiche avanzate che non sempre servono, o sono conosciute dai ricercatori. Semplice da usare più negli intenti che nell’effettivo utilizzo, come dimostra un programma di formazione e training avanzato che la piattaforma propone (a pagamento).
Negli ultimi anni, Recollective ha dato una forte spinta allo sviluppo dell’AI, soprattutto in logica di analisi dei risultati. L’analisi AI della piattaforma è una delle migliori sul mercato, perfetta per chi desidera un tool di analisi interno, che funziona tramite chat, con evidenziazione di verbatim e filtraggi avanzati – anche se richiede una competenza medio/avanzata nella gestione di tool AI.
Chiunque sia ricercatore qualitativo, è facile che abbia usato Recollective, per qualche progetto di ricerca online. Noi del team Sicché, tutti consulenti ricercatori qualitativi con almeno 15 anni di esperienza nel settore, la usiamo regolarmente, anzi abbiamo iniziato a usarla già dal 2009, seguendone gli sviluppi negli anni.
Trattandosi di una piattaforma molto sofisticata e avanzata, è nostra opinione che Recollective sia la scelta giusta per chi già ha usato questa piattaforma in passato (dunque è a suo agio nelle logiche che propone), o a complessi studi multi-country, o long-term, meglio se con un numero elevato di partecipanti.
Imparare a gestire il set-up in autonomia, ovvero impostare le variabili e l’eventuale filtraggio da reperimento, impostare la traccia di discussione e le relative opzioni per più Paesi o per più settimane/mesi non è cosa facile: richiede tempo, training, supporto.
Meno indicata, secondo noi, per progetti di medio/breve durata, in pochi (o un solo) Paesi, dove lo sforzo per imparare a gestire le logiche (non sempre lineari) non corrisponde ai tempi rapidi, o al budget contenuto. In particolare, poi, se si hanno moderatori, reperitori, colleghi che devono usare la piattaforma, per i quali dunque è necessario prevedere un adeguato training.
Stando alla nostra esperienza, sebbene sia leader di mercato, Recollective ha oggi alcuni limiti, soprattutto per chi cerca una soluzione prettamente qualitativa, flessibile, facile da usare.
Paradossalmente, il fatto di disporre di moltissime funzioni e di una tecnologia all’avanguardia è anche un suo punto di debolezza, perché non sempre tali funzionalità avanzate vengono usate (né scoperte!), ma rischiano di costituire un deterrente alla facilità d’uso.
Vediamo in dettaglio quali sono i principali limiti di Recollective…
Recollective ha da sempre integrato le tipologie di domande standard, senza prendere in considerazione l’ottica di un ricercatore qualitativo. Le tipologie di domande sembrano nascere più da aspetti e opportunità tecniche e tecnologiche, che non dall’esperienza del ricercatore. La risposta aperta, il “fill the blanks”, le risposte tramite video o le opzioni di risposta chiusa sono da sempre degli standard, niente più.
Recollective ha integrato le risposte tramite messaggio vocale solo da metà 2023. Ancora oggi, per rispondere ad alcune tipologie di domande è necessario che l’intervistato acceda da desktop/laptop, perché da mobile non è possibile farlo.
A differenza di Recollective, Sicché non integra solo le domande “standard”, ma include alcune opzioni che nascono dall’esperienza dei ricercatori qualitativi, il team di consulenti che concretamente usa le diverse piattaforme e strumenti per la ricerca online, da decenni.
Grazie a tale esperienza, Sicché è la prima piattaforma qualitativa ad aver inserito le domande tramite vocale, già dall’inizio del 2020. Ma è anche l’unica piattaforma qualitativa al mondo ad integrare i differenziali semantici, oltre alle scale, includendo già un set di oltre 50 coppie di opposti, pronte da usare, nelle diverse lingue (ma è anche possibile scegliere le proprie coppie di opposti).

Sicché è la prima e unica piattaforma al mondo a integrare test associativi, ovvero reattivi psicologici che permettano agli intervistati di rispondere in modo meno razionale e meno pensato, ma più istintivo, più emozionale, più autentico. La piattaforma include, al momento, otto test proiettivi, come ad esempio il test del mare, il test dei quadri, degli animali, delle case… Ciascun test ha un proprio ambito/campo d’uso, come spiegato in piattaforma, ma si à liberi di caricare propri eventuali strumenti proiettivi.
Inutile dire, poi, che Sicché è stata concepita e disegnata per essere usabile, dagli intervistati, da smartphone, 100% mobile, per qualunque tipologia di domanda. Persino per la visione di reattivi video o immagini, ove serva inserire dei pin, o selezionare i momenti chiave che più hanno colpito, alla visione.
Molti istituti di ricerche di mercato hanno l’abitudine di invitare i partecipanti a una community, un diario online o un pre-task il giorno precedente a quello di inizio, con lo scopo di far effettuare agli intervistati il log-in, per fugare eventuali problematiche ti tipo tecnico, ed esser pronti per iniziare, al mattino successivo.
Su Recollective, ciò è tecnicamente possibile (il partecipante riceve il messaggio di invito), ma quando si collega per effettuare il log-in, nella giornata precedente, riceve un messaggio di errore tecnico, per altro generico, senza che venga spiegato il motivo di tale errore. Ma da ricercatori qualitativi sappiamo perché ciò succede: il noleggio è stato pagato per iniziare dal giorno successivo, dunque il non funzionamento è tecnicamente corretto, ma… restituisce ai partecipanti una pessima esperienza d’uso (in alcuni casi, gettandoli nel panico, col risultato che alcuni chiamano i reclutatori, chiedendo che sia confermato il progetto di ricerca e la loro partecipazione).
Su Sicché, i partecipanti possono essere invitati senza alcun problema, ed effettuano regolarmente il log-in. Una volta eseguito l’accesso, un messaggio automatico dà loro il benvenuto al progetto, informandoli che la ricerca avrà inizio il giorno successivo, all’orario deciso dal ricercatore (ovvero, all’orario che corrisponde all’orario di inizio della prima attività della prima giornata).
L’assistenza è fondamentale sia lato ricercatori che lato partecipanti, in qualunque piattaforma. Quella agli intervistati è cruciale, per la buona riuscita di una ricerca di mercato.
Su Recollective, tale assistenza è fornita, ma non in modo diretto. In pratica, la comunicazione è possibile solo tra intervistato (che ha il problema/la necessità) e il ricercatore, che a sua volta ha poi il contatto con l’assistenza tecnica di Recollective. Chi noleggia (in genere, l’istituto di ricerca), deve dunque ricoprire anche il ruolo di assistenza tecnica, grazie al supporto del customer care Recollective. In pratica, è il tramite attraverso cui l’intervistato riceve il feedback circa il suo problema. In lingua inglese.

Su Sicché, la comunicazione è diretta, tra l’intervistato e il team Sicché. Questo perché sappiamo bene, dalla nostra esperienza, che prendersi cura anche del supporto tecnico porta via tempo, e i ricercatori dovrebbero occuparsi solo di moderare e analizzare i risultati. Ogni intervistato trova un indirizzo email cui rivolgersi (del team Sicché) direttamente all’interno dell’area riservata della piattaforma, oltre a riceverlo nel corpo di testo della prima email di invito. Il team Sicché, ovvero noi ricercatori consulenti, rispondiamo secondo il fuso orario italiano, entro poche ore, in lingua locale, grazie all’AI.
In linea con tutte le altre piattaforma online per le ricerche qualitative, rispetto ai costi di noleggio Recollective calcola le giornate in modo consecutivo, senza eccezioni, per i noleggi on-demand.
Ciò significa che, se una community di 4 giornate ha inizio il giovedì, e non include il weekend, tecnicamente il noleggio si paga per 6 giornate, ovvero da giovedì alle 00.01 alle 23.59 del martedì successivo. Qualora poi (come spesso succede) alcuni intervistati siano in ritardo a fornire le proprie risposte, e sia necessario prolungare la durata della community di una giornata, è previsto un costo extra, per avere a disposizione anche l’intera giornata di mercoledì, con chiusura alle 23.59. Ciò vale con Recollective, ma in realtà con tutte le piattaforme, come ad esempio Incling, Kernwert, Liveminds, Qualzy, Krealinks…
La logica di Sicché è profondamente, volutamente differente. Perché sappiamo bene che la ricerca di mercato ha bisogno di tempo, per essere ben fatta, ma anche di flessibilità. Per questo, con le ricerche short-term e i diari/pre-task Sicché si pagano solo i giorni che chiamiamo “attivi”, ovvero quelli in cui siano previste nuove domande, nuove attività. Tornando all’esempio precedente, la community di 4 giorni (dal giovedì al martedì successivo) avrebbe avuto un costo inferiore, proprio perché il sabato e la domenica non sarebbero state giornate attive, ovvero sarebbero giornate “vuote” (gli intervistati potrebbero comunque completare le loro risposte, ma senza trovare novità… troverebbero infatti le stesse attività e domande postate al venerdì). E se gli intervistati dovessero essere in ritardo, con le loro risposte? Nessun problema, perché con Sicché sono sempre previste ben 30 giornate (non attive) extra, ovvero a disposizione di eventuali intervistati ritardatari… senza alcun extra costo.
Ciò non significa solo un concreto risparmio nel noleggio della piattaforma, ma anche un modo diverso, più libero e flessibile per poter proporre e vendere la ricerca, come spiegato qui.
Tutte o quasi le piattaforme nate per la ricerca qualitativa prevedono la possibilità di impostare momenti di tipo individuale (dove gli intervistati dialogano solo con il moderatore) o di gruppo (dove i partecipanti possono leggere i contenuti degli altri partecipanti, commentarli, aggiungere like, un po’ come nei social network).
Al pari di molte altre piattaforme, Recollective segue la logica per attività, ovvero la discussione viene organizzata per “capitoli”, per “macro-temi”, ognuno dei quali è una attività, un contenitore all’interno del quale sono incluse una o più domande. Ogni attività può essere contrassegnata e impostata come “individuale”, o “di gruppo”. Le attività “di gruppo” di Recollective hanno però un forte limite strutturale, per chi si occupa di ricerca qualitativa. Ovvero, ogni partecipante può curiosare tra le risposte degli altri (aggiungendo dunque commenti, like, ecc…) solo alla fine dell’attività, ovvero solo DOPO aver completato tutte le risposte dell’attività. Ciò però rende l’interazione spontanea tra i partecipanti decisamente meno probabile, nonché meno spontanea. Perché è chiaro che ogni intervistato ha il desiderio e la curiosità di confrontarsi SUBITO dopo aver fornito la propria risposta, non al termine di 10 o 20 risposte fornite, quando magari nemmeno ricorda più cosa ha detto, e a quale domanda…
Su Sicché, invece, al termine di ogni domanda (ovviamente, solo nelle attività “di gruppo”), i partecipanti possono curiosare tra le risposte fornite dagli altri intervistati, aggiungendo commenti, like, file multimediali. Tale aspetto rende più facili, più spontanei, più frequenti i commenti spontanei, di conseguenza il livello di engagement e interazione tra i partecipanti è maggiore.
Più in generale, un tema fondamentale oggi sempre più rilevante è la facilità d’uso di una piattaforma, sia lato intervistato che ricercatore. Perché desideriamo che i partecipanti non abbiano problemi, vivendo un’esperienza fluida, priva di intoppi, per il bene dei dati e degli insights che otteniamo. Ma allo stesso tempo è importante che i ricercatori siano in grado di moderare, analizzare i dati e fare le operazioni fondamentali senza alcun training, o giusto con qualche dritta.
Con Recollective, l’impressione di molti (non solo nostra), è che non sia così. Gli intervistati spesso scrivono all’assistenza, che trovano solo in inglese, che come visto viene demandata al ricercatore, non all’assistenza del team della piattaforma. Le etichette spesso non sono chiare, immediate. I ricercatori hanno bisogno di lunghi training, molte funzioni sembrano pensate più da ingegneri, che non da chi fa il nostro lavoro.

Sicché nasce dalla nostra esperienza di ricercatori in studi di UX, UI, interazione con piattaforme digitali, siti, app, prototipi. Pensiamo sempre a come facilitare la vita degli utenti. Le funzioni avanzate, spesso meno usate, sono nascoste, vanno cercate, non rappresentano un inutile “rumore” assieme a quelle che invece si usano abitualmente. Inserire le variabili dei partecipanti su Sicché è questione di pochi minuti, secondo un flusso intuitivo, che segue la logica degli Excel che vengono usati da chi si occupa dei reclutamenti. Su Recollective, ciò non è facile, occorre capire la logica con cui tale procedura è nata, adattarsi alla sua complicazione.
La funzione di word cloud è da sempre, ormai, disponibile su tutte le piattaforme, grazie alla sua immediatezza: un grafico visivo, di impatto.
Recollective lo propone come opzione sempre disponibile: i grafici automatici che vengono creati sono però pieni di parole inutili, ed occorre un lavoro successivo per dare un senso a tale caos. Ma un grafico simile non dovrebbe essere immediato, facile da usare, in grado magari di far vedere, al volo, la differenza tra due cluster, o target?
Con Sicché, la word cloud è pensata come tipologia di domanda a sé. Grazie alla nostra esperienza come moderatori qualitativi, abbiamo inserito il “completamento di frase”, ovvero quella tipologia di domanda molto usata nelle ricerche qualitative, dove si chiedono le prime parole o brevissime frasi, associazioni istintive, emozionali. Il grafico legato a questa domanda è ovviamente una word cloud. Ma siccome abbiamo posto la domanda nel modo giusto, obbligando i partecipanti a dire le prime parole che avevano in mente, la word cloud funzionerà molto bene, subito, senza che sia necessario togliere alcuna parola, o “ripulirla”. E sarà possibile filtrare per sub-target e vedere come il grafico cambia, in tempo reale.

Ma c’è di più: il nostro desiderio di una piattaforma visiva, diretta, facile da usare ci ha spinti verso l’innovazione della “image cloud”, un tipo di grafico che solo Sicché ha. Tutte le piattaforme competitor, in eventuali test con immagini, obbligano il ricercatore a inserire i “numerini” accanto ad ogni immagine, per poi riportare un banale istogramma come grafico, dove alle varie barre corrisponde un numerino (sta poi al ricercatore controllare a quale numero corrisponde quale immagine…)
Su Sicché, ciò è decisamente più facile e diretto: con l’image cloud, più grandi sono le immagini, più sono state scelte. Cliccando su ogni immagine, si filtra, potendo dunque leggere solo i commenti a quella specifica immagine. Facile, no?

I dati di una ricerca di mercato online vengono in genere archiviati, a fine progetto, tramite file Excel, testuali o di altro tipo. Ma poter riaccedere alla piattaforma dopo mesi o anni, per analizzare i risultati così come era stato fatto durante l’esecuzione del progetto, spesso è un’esigenza importante, per un’azienda o un istituto di ricerche di mercato.
Con Recollective, il progetto di ricerca viene automaticamente chiuso dopo 30 giorni dall’ultima giornata di field. È possibile prolungare tale lasso di tempo di 14 ulteriori giorni, a pagamento. In ogni caso, un’email automatica avviserà, con 48 ore di preavviso, che lo spazio di ricerca verrà chiuso, senza che sarà più accessibile (invitando dunque a fare un backup dei dati, scaricando un Excel e tutti gli eventuali contenuti multimediali).
Con Sicché, lo spazio per la ricerca rimane aperto, di default, per 90 giorni successivi ai 30 giorni extra (dunque per 120 giorni totali). Successivamente, la ricerca potrà sempre essere riaperta, nello status originario (anche dopo anni), con un fee di attivazione minimo. Naturalmente, il backup dei dati è sempre disponibile.
Recollective ha costi parametrati agli USA, con condizioni in genere rigide, da loro stabilite, non flessibili. I costi dei noleggi on-demand tengono conto del numero di giornate (anche non attive, totali, con chiusura della piattaforma per gli intervistati alla mezzanotte dell’ultimo giorno) e del numero di partecipanti, con costi che diventano importanti a partire da 4 giornate e 50 intervistati… I costi partono da circa 700$.
Sicché fa della flessibilità il proprio punto di forza, anche in fase di preventivo. Le giornate che si pagano sono solo quelle attive, come visto, in più i costi (per i diari, pre-task, homework) partono da appena 350€. E sui pacchetti annuali la convenienza non è neppure confrontabile. Per altro, Sicché prevede anche il noleggio annuale senza alcun limite di progetti di ricerca.
Volete saperne di più?